Storicamente, le macchine hanno sempre operato come sistemi isolati, privi di qualsiasi connessione alla rete aziendale. L’evoluzione tecnologica ha portato alla loro integrazione nelle reti aziendali e, in alcuni casi, alla connessione a Internet. Questa trasformazione digitale ha rivoluzionato il mondo industriale abilitando la possibilità a servizi quali supporto remoto, diagnostica avanzata e aggiornamenti a distanza. Questa evoluzione espone i sistemi a vulnerabilità informatiche che possono compromettere la sicurezza delle persone e la continuità operativa delle aziende.
È importante quindi capire meglio quali sono gli scenari più critici che mostrano come un attacco informatico possa compromettere la continuità operativa e la sicurezza fisica.
Attacco alla rete interna della macchina
Consideriamo una macchina dotata di PLC e di una rete che collega nodi come sensori, radiocomandi (Cableless Control System) e display. Questa rete è basata su bus di campo come CAN o protocolli Industrial Ethernet.
In questo contesto, un attaccante che riesca ad accedere alla rete potrebbe:
Macchine connesse costantemente a Internet
Con l’avvento di Industry 4.0, le macchine dialogano tra loro e con la rete aziendale. Questa interconnessione non è di per sé una vulnerabilità, ma amplia la superficie di attacco se non protetta adeguatamente.
In questo scenario, un attaccante che riesca ad accedere alla rete potrebbe:
Assistenza da remoto
Durante un intervento di assistenza su una macchina che viene effettuato da remoto, un attaccante potrebbe sfruttare una vulnerabilità per introdursi nella rete. Il punto di accesso potrebbe trovarsi sia nei sistemi di chi fa l’assistenza da remoto sia nella rete del cliente.
Una volta ottenuto l’accesso, un attaccante potrebbe:
Aggiornamenti software
Il processo di aggiornamento di un software della macchina rappresenta una fase particolarmente critica, anche quando gli aggiornamenti sono ufficiali e autorizzati.
Un attaccante che riuscisse a comprometterlo potrebbe:
Conclusione
Gli scenari descritti mostrano come le vulnerabilità presenti nelle macchine possano essere sfruttate da un attaccante, con conseguenze che vanno dal fermo produttivo alla compromissione della sicurezza degli operatori.
Tutto ciò non è un’ipotesi teorica: diversi attacchi informatici hanno già colpito aziende, causando danni economici e interruzioni produttive. Questi episodi dimostrano che le conseguenze di un attacco possono essere rilevanti non solo sul piano tecnologico, ma anche economico e reputazionale.
In risposta a questi rischi, l’Unione Europea ha introdotto diversi atti normativi – Direttiva RED, Regolamento Macchine e Cyber Resilience Act – che prevedono specifici requisiti di cybersecurity. Nel tempo, questi ultimi stanno aumentando in numero e in specificità fornendo ai costruttori un quadro di riferimento per l’adozione delle necessarie misure di protezione
È evidente quindi quanto la cybersecurity nel settore industriale non sia più un’opzione. Per l’attuale realtà lavorativa, per i possibili rischi che ne conseguono e per i requisiti normativi imposti, è diventata una necessità strategica e di conformità.